MISERABILI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI. E STATECI ALLA LARGA

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“Ottimo servizio da rendere a un amico: allontanare da lui con tutti i mezzi possibili ogni occasione di fare il miserabile con noi”. La frase riportata nel 1915 dal geniale scrittore e pittore Ardengo Soffici, all’interno del suo 'Diario di Bordo', ben si ritaglia anche al nostro settore. Al netto di qualche dovuta correzione: in questo caso, infatti, non ci si riferisce agli amici quanto a certi addetti ai lavori del settore comunicazione, giornalisti, food blogger ed influencer, scrittori di cucina e viaggi ecc. Lo spunto proviene dalla mail, ultima di una lunga serie, che è pervenuta sulla casella ufficiale del Punto (puntoristorante@gmail.com) la scorsa settimana. Il testo, come vedete nella foto allegata, recitava, tradotto, esattamente così: “…sono uno scrittore e giornalista britannico…puoi leggere a proposito dei miei libri e dei miei articoli su questo sito…Un magazine italiano mi ha ultimamente commissionato di scrivere un servizio di sei pagine a proposito dell’estate in Toscana. Questo riguarderà la recensione di sei tra i migliori ristoranti, uno per ogni città. Mi piacerebbe molto parlare del Punto, se voi sareste disposti ad offrire a me e a mia moglie una cena il prossimo sabato 22 di luglio. Questo avverrebbe in cambio dell’inclusione nel mio articolo”. Sicuramente il messaggio non mi ha sorpreso, visto che, come ho già accennato in precedenza, è solo l’ultimo di una lunga serie di più o meno espliciti mercanteggiamenti in cambio di un qualche pasto gratis, quando non proprio di denaro. Chi fa parte di questo settore conosce bene a cosa mi sto riferendo: TripAdvisor, con la sua completa anarchia (per scrivere una recensione non è assolutamente necessario aver frequentato il ristorante in questione), rappresenta solo la punta dell'iceberg, con nuovi locali che, appena aperti, si ritrovano con più di 200 commenti positivi sulla propria pagina. Ma, è bene essere onesti, non è il solo esempio di questo modo di fare che rasenta quando non sfocia in veri e propri atteggiamenti corruttivi ed anche, in qualche caso, estorsivi. Più velati, tipo quelli che hanno sempre parlato di te gratuitamente e professionalmente, poi ti chiedono un contributo a livello di pubblicità e, dal momento esatto del tuo “no, grazie”, ti fanno magicamente sparire dal loro interesse. Più lampanti come la mail che abbiamo ricevuto e che non è certo peculiarietà esclusiva dei giornalisti made in UK. Sia chiaro: faccio parte del mondo della comunicazione in generale da circa 25 anni e so come vanno le cose. Non mi straccio le vesti né grido allo scandalo. Detesto, anzi, i cavalieri della morale, che spesso si rivelano una reale pattumiera umana quando non anche estetica.
Tutta questa lunga premessa, di cui spero mi perdonerete in quanto necessaria ad inquadrare un problema, per ribadire ancora una volta di più il modus operandi di Punto in questo frangente, cosa, peraltro, piuttosto semplice da comprendere: alla nostra tavola invitiamo chi vogliamo (non ho usato il rafforzativo “cazzo”, visto che sono stato rimproverato per la mia parolaccia sulla pagina fb del Punto, come se il tentativo di corruzione fosse più accettabile di una qualsivoglia espressione colorita), che si tratti di amici, nemici o semplici conoscenti, mariti o mogli. Se poi un giorno cambieremo il nostro approccio con questo mestiere, magari decidendo, e non ci sarebbe niente di male, di investore in pubblicità sarete i primi a saperlo, in quanto mai e poi mai lo realizzeremo in maniera occulta o nascosta. Siete pregati quindi di non scocciarci con le vostre contumelie e offerte mendicanti pranzi, cene, merende o colazioni in cambio di quello che, semplicemente, dovrebbe essere il vostro lavoro. E che invece, corrotti fuori e dentro, state trasformando in una specie di suq dove tutto è in vendita al miglior offerente. Anche l’anima. Non quella di Punto (né di tanti altri locali anche più importanti del nostro), però. Stampatevelo in mente, altrimenti ci penseremo noi a ricordarvelo.
Iacopo

P.S. quasi dimenticavo: alla mail di cui sopra abbiamo risposto esattamente così: “Non siamo abituati a comprare e a vendere gli articoli che ci riguardano. Buona fortuna”.

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E SONO TRE...BUON COMPLEANNO A NOI!

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Tre anni sono passati. Veloci, dinamici, vorticosi come nella nostra indole. Tre anni sono volati, tra piatti e patti. Tutto è cambiato, anche Noi. Le nostre vite sono state stravolte e coinvolte come mai avremo pensato potesse essere possibile. Perché Punto si è rivelato molto più di un ristorante, molto più di un locale, molto più di un luogo di lavoro. Punto è un’Idea che diventa Azione, in cui ci riconosciamo ben oltre il tempo che gli dedichiamo durante il servizio. Punto siamo Noi, con le nostre brutte facce, i nostri tatuaggi, le nostre cicatrici, la nostra poca inclinazione al compromesso e alla piaggeria. Una Santa Teppa di Pirati che navigano indomiti tra le onde anomale della quotidianità, in mezzo a un mare pieno di pesci rossi che si danno le arie dei pescecani. Il timone è dritto, lo sguardo retto, il Destino segnato. Buon compleanno a Noi. Punto

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GORINI E DONATI, TRA CAPRE, CAVOLI E TANTISSIMA ITALIA

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“L’Italia rappresenta nel mondo una specie di minoranza genialissima tutta costituita di individui superiori alla media umana per forza creatrice innovatrice improvvisatrice”. La frase pronunciata dal fondatore del Futurismo Filippo Tommaso Marinetti quasi un secolo fa, sembra perfetta per descrivere quello che è accaduto ieri, martedì 11 aprile, nelle sale del Punto durante la cena del ciclo Punto d'Incontro che ha visto protagonisti il padrone di casa Damiano Donati con la sua brigata e l’ospite e collega Gianluca Gorini. Non ci soffermeremo sui dettagli della serata, denominata “BiodinAmici in Capra e Cavoli”. Per quello potete tranquillamente rivolgervi agli ospiti che hanno riempito in ogni ordine di posto, e nonostante la concomitanza di Vinitaly, G7 e Champions League in televisione, le sale del nostro ristorante. Quello che vogliamo sottolineare in queste righe è quanta Italia c’è stata nei gesti e nelle idee di una serata dal valore intrinseco molto più importante di una normale cena, seppur realizzata da due tra i più interessanti giovani cuochi presenti nel nostro Paese. C'è stata comunanza di sensibilità. C’è stato ottimismo. C’è stata fiducia. C’è stata speranza. Quella di un grande radioso futuro per la nostra cucina. Proteggiamo queste perle, organizziamoci per alimentare le loro voci, diventiamo megafoni delle loro istanze che passano naturalmente dal fine unico, quello di dare mangiare, che è insieme parte integrante della nostra Identità e slancio dinamico verso il nostro avvenire. La Rivoluzione parte anche da qui. E Noi, potete scommetterci, ci saremo. In prima fila e, se necessario, con il coltello tra i denti. Sempre e per sempre. Punto.

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CHE CI VOLETE FARE? SIAM FATTI COSI'

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Violenza: “forza impetuosa e incontrollata”. Ecco, ogni giorno, in ogni nostro menù cantiamo a nostro modo l’elogio a questo concetto vilipeso nel suo significato più puro e legittimo. Questo. E che, per quanto ci riguarda, rappresenta l’esatto contrario del significato di “atto o comportamento che faccia uso della forza fisica o psicologica per recare danni ad altri nella persona o nei beni o diritti (cit. Enciclopedia Treccani)”. Sia chiaro e lo ammettiamo senza problemi: non siamo delle pecorelle terrorizzate di fronte al bastone del pastore. Prestare l’altra guancia non fa per Noi, più inclini all’aristocratico duello piuttosto che alla disonorevole fuga o all’infame attacco alle spalle. “Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”, recita il punto tre del nostro manifesto, liberamente ispirato a quello del Futurismo del 1919. E non si tratta solo di metafora, ma di veri e propri atti “impetuosi e incontrollati”, appunto. In primis contro Noi stessi, le nostre certezze e sicurezze, il rischio umano di rilassarci o, peggio, sederci, trasformandoci in passanti di quel Destino di cui vogliamo, invece, essere artefici. Anche per questo il nostro menù si rinnova completamente ogni mese. Anche per questo la nostra carta dei vini subisce la medesima sorte almeno tre volte l’anno.
Scriveva l’autore di fantascienza americano Robert Anson Heinlein "Un 'maschio pacifista' è una contraddizione in termini. Quasi tutti i sedicenti 'pacifisti' non sono pacifici: assumono semplicemente colori falsi. Quando cambia il vento, innalzano la bandiera pirata”. Ecco a Noi non serve cha cambi il vento. Che ci volete fare? Siam fatti così. Punto

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ALTRO GIRO, ALTRA CORSA: OGGI IL NOSTRO TRENTESIMO MENÙ

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Altro giro, altra corsa. Perché correre è nel nostro Destino e i nostri menù non fanno eccezione. Sì, oggi stesso, esordirà sulle nostre tavole il trentesimo in trentatré mesi di apertura. Un menù al mese, al netto dei periodi di chiusura, se la matematica non è un’opinione. E non lo è. Siamo quello che facciamo. E, soprattutto, facciamo quello che siamo. Punto è questo. Un Gioco, un’Idea, una Sfida contro e a favore di Noi stessi. In nome dell’unico dogma che riconosciamo, quello dell’Identità ad ogni costo. “La Cucina esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”, recita il punto numero 3 del nostro Manifesto liberamente ispirato a quello Futurista, unica avanguardia italiana e di cui proprio oggi si celebra l’anniversario della pubblicazione, il 20 febbraio del 1909, sulla prima pagina del giornale francese Le Figaro.
Nuovo menù, quindi, con una sorpresa che, crediamo, resterà un unicum. Per la prima volta, infatti, riproporremo qualche piatto tra quelli che, numeri alla mano, sono risultati i più apprezzati e richiesti. Ovviamente sempre rispettando la stagionalità dei prodotti e quella materia prima che rimane la nostra stella popolare. Ritroverete quindi la Cecina e lo Stoccafisso e la Polenta, la Salsiccia e lo Stracchino tra gli antipasti, lo Spaghetto, il Burro, le Cipolle e la Polvere di Cappero, tra i primi e il Coniglio tra i secondi. Alcuni di questi nella versione originale, altri con qualche piccola o grande modifica.
Il resto, invece, sarà tutto inedito e in assoluta anteprima, nella migliore delle nostre tradizioni. Sotto a chi tocca. PUNTO

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